Carlo Levi

Associazione Culturale "Centro Carlo Levi" Matera

Carlo Levi - Lucania '61 (particolare)

Data

giovedì 24 novembre 2011 ore 18:00 - Sala Centro Carlo Levi - Palazzo Lanfranchi - Matera

Tema

150° anniversario dell’Unità d’Italia - Giustino Fortunato, il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia

Relatori

Sen. Prof. Giampaolo D'Andrea

Approfondimento

Giustino Fortunato
il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia


Nella Premessa alla raccolta dei discorsi pronunciati in un trentennio di vita parlamentare,  pubblicata in due volumi presso l’editore Laterza, Giustino Fortunato ripercorre, attraverso una sintesi di straordinaria efficacia,  il filo conduttore della sua riflessione sul Mezzogiorno e ne rilancia con nettezza la  natura di “problema fondamentale di tutto il nostro avvenire”, “non essendo concepibile uno Stato e grande e prospero in una nazione per metà misera e rozza”.
La nota reca la data del 27 marzo 1911. Le celebrazioni per il cinquantenario dell’Unità, in pieno svolgimento, lo inducono a riproporne il valore ed il significato, sottolineando la straordinaria importanza  “dell’Unità indissolubile della patria”, al di fuori della quale cadrebbe ogni  prospettiva di “ suprema salvezza” anche del Mezzogiorno . L’adesione senza riserve all’Unità - per lui ancora   “il maggior avvenimento politico del secolo decimo nono”-  rappresenta un tratto comune della riflessione  dei meridionalisti, sempre molto attenti a tener ferma  quella irrinunciabile premessa del loro giudizio critico nei confronti delle scelte maturate nella fase post- unitaria. Essa impedisce  strumentalizzazioni antiunitarie di affermazioni relative  al persistere dell’antinomia di “due Italie,  non solo economicamente disuguali, ma moralmente diverse”,  tale da rendere fragile “la grande e geniale opera d’arte”. Consente così di riaffermare, senza il rischio di fraintendimenti, che  “la questione che ancora ci sovrasta, il problema che ancora ci resta da risolvere…è sempre quello della stessa unità” e che esso è di difficile soluzione proprio perché “deriva principalmente dalla geografia, cui è dovuto il vario arruffato corso di tutta la nostra storia”.

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