Carlo Levi

Associazione Culturale "Centro Carlo Levi" Matera

Carlo Levi - Lucania '61 (particolare)

Data

venerdì 28 maggio 2010 ore 18:30 - Centro Levi - Piazzetta pascoli, 1 - Matera

Tema

Diversita’ culturale e alterita’ razziale. Identita’ stereotipi e pregiudizi - Il caso dei musicanti di strada della Basilicata

Relatori

Maria Antonietta Cancellaro Introduzione, Enzo Vinicio Alliegro

Approfondimento

Enzo Vinicio Alliegro insegna discipline demoetnoantropologiche nell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Ha conseguito il Perfezionamento nel medesimo ambito disciplinare presso l’Università di Roma “La Sapienza”; il D.E.A. presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi e il Ph.D. presso l’European University Institut. Ha svolto attività di ricerca per la Fondazione Europea della Scienza (Strasburgo). E’ membro del Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Tra le sue pubblicazioni recenti: La Terra del "Cristo". Percorsi antropologici nella cultura tradizionale lucana, Potenza, 2005; L'Arpa Perduta. Dinamiche dell'identità e dell'appartenenza in una tradizione di musicanti di strada, Lecce, 2007; Antropologia Italiana. Storia e Storiografia, Firenze, 2010 (in corso di pubblicazione).

Diversita’ culturale e alterita’ razziale. Identita’ stereotipi e pregiudizi - Il caso dei musicanti di strada della Basilicata

Figura indecente e indisponente, ma pure meravigliosa e straordinaria, dell’insolito e del sensazionale, il musicante di strada sembra sottrarsi ad azioni univoche di definizione e di categorizzazione per ritrovarsi relegato in spazi simbolici di frontiera.

Abitatore di terre di confine, non artista ma neppure semplice mestierante; non vagabondo ma neppure ozioso; non mendicante ma neppure furfante, piuttosto figura del limite, liminare.

Figura di scandalo, eterodossa, eccentrica, marginale, che attrae e che respinge, posta tra ambiti rurali di appartenenza e spazi urbani di destinazione, tra il quotidiano normale e il festivo meraviglioso, in un continuum indefinito tra normale e anormale, lecito e illecito. Tra il fascinans e il tremendum.

Figura del limite che ben si presta a far venire alla ribalta il limite delle procedure e delle modalità adottate dall’Occidente per pensare e rappresentare l’altro da sé.