Carlo Levi

Associazione Culturale "Centro Carlo Levi" Matera

Carlo Levi - Lucania '61 (particolare)

Data

giovedì 08 ottobre 2009 ore 18:30 - Centro Carlo Levi - Piazzetta Pascoli, 1 - Matera

Tema

I Malanni della Democrazia - La deriva populista

Relatori

Nicola Colonna Prof.

Approfondimento

I malanni della democrazia
La crisi economica in atto a livello globale ed in particolare lo strapotere del capitalismo finanziario che l’ha provocata hanno altresì suonato un campanello di allarme per i valori e i presupposti dei sistemi democratici così come sono venuti storicamente evolvendosi nelle nazioni occidentali.
Entro questa realtà globale la democrazia italiana, per ulteriori ragioni tutte interne alla propria storia, si presenta ancor più carica di malanni molti dei quali sono quotidianamente sotto i nostri occhi.
I malanni della democrazia, soprattutto italiana, saranno perciò il filo conduttore di alcuni incontri che il Centro ha inteso offrire per sollecitare l’impegno per un civile dibattito.
Dopo questo primo incontro, il 23 p.v. il prof. Giuseppe Elia tratterà il tema Comunicazione politica, formazione, democrazia; a fine novembre il prof. Mario Fistetti parlerà su Il futuro incerto delle democrazie liberali; seguiranno le conferenze della prof.sa  Teresa Massari e del prof. Gianfranco Liberati.

La deriva populista
Il termine populismo nasce in Russia nella seconda metà del XIX secolo, caratterizzato da idee socialisteggianti e comunitarismo rurale, che gli aderenti ritenevano legate alla tradizione delle campagne russe, e si ritrova anche nel People’s Party, un partito statunitense fondato nel 1892 al fine di portare avanti le istanze dei contadini degli stati del sud.
Gli studiosi di scienze politiche hanno proposto diverse definizioni del termine ‘populismo’, usando spesso il termine in maniera contraddittoria e confusa per riferirsi tanto a partiti che fanno costanti appelli alla gente, quanto a una retorica demagogica; altri hanno definito il populismo come una ideologia secondo la quale al ‘popolo’ (concepito come virtuoso e omogeneo) si contrappongono delle ‘elite’ e una serie di nemici i quali attentano ai diritti, i valori, i beni, l’identità e la possibilità di esprimersi del ‘popolo sovrano’. Nel Novecento numerose dittature di destra come il fascismo o il peronismo hanno evidenziato marcati caratteri populistici: la retorica nazionalista ed anti-imperialista, l’appello costante alle masse e un notevole potere personale e carismatico del leader.
Un’altra accezione di populismo è quella che lo rende un “contenitore” per movimenti politici di svariato tipo (di destra come di sinistra, reazionari e progressisti, e via dicendo) che abbiano però in comune alcuni elementi per quanto riguarda la retorica utilizzata: l’attacco alle oligarchie politiche ed economiche, l’esaltazione delle virtù naturali del popolo (peraltro mai definito con precisione), quali la saggezza, l’operosità e la pazienza.
Il populismo guadagna di solito consensi nei momenti di crisi della fiducia nella "classe politica". Il politologo Marco TARCHI in "L'Italia populista", ha di recente ricostruito le vicende del populismo in Italia, soffermandosi soprattutto sui due movimenti più schiettamente populisti: l’Uomo Qualunque di Guglielmo GIANNINI, (l'"uomo qualunque" contro l'"uomo politico"), e la Lega Nord, (il "popolo del nord" contro "Roma ladrona").
Elementi populistici si sono, inoltre, evidenziati nella inchiesta di Mani Pulite, con la denuncia della corruzione del sistema politico, e sono rintracciabili in Forza Italia,  la cui identità politica risulta assolutamente sovrapponibile a quella del proprio leader carismatico, capace di attirare su di sé l'attenzione mediatica grazie alla propria personalità e all'uso di slogan più propagandistici che propriamente politici.

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